Febbraio: Anna Maria Luisa de' Medici

Firenze è ancora oggi, per i suoi abitanti e per il mondo intero, lo scrigno di tante gioie d’arte grazie ad una donna, ad una fiorentina di tanti anni fa corredata non dalla mentalità a lei contemporanea, non da una realtà politica a suo favore bensì solamente dalla sua cultura, dalla sua intelligenza e, non ultimo, dal suo sconfinato amore per le arti e per la città di Firenze. Questa donna non è altri che Anna Maria Luisa de’ Medici (1667-1743), l’ultima Gran Principessa di Toscana, unica figlia nata dal matrimonio fra il Granduca Cosimo III e Marguérite-Louise d’Orléans, alla quale, dopo la morte del fratello Gian Gastone, toccò in sorte l’arduo compito di dovere traghettare il Granducato di Toscana da un governo mediceo ad uno "straniero" con a capo la famiglia franco--austriaca dei Lorena. Anna Maria Luisa, nota anche col titolo di Elettrice Palatina, che gli spettava a seguito del matrimonio, nel 1691, con l’Elettore Palatino Johann Wilhelm von der Pfalz-Neuburg di casa Wittelsbach (1658-17 16), cedette il governo della Toscana ma non i beni d’arte che per secoli i Medici avevano collezionato, plasmando così l’odierna immagi Da sempre, infatti, era legge e consuetudine che il nuovo casato subentrante alla guida di una città o di uno Stato ereditasse dalla precedente famiglia anche le collezioni d’arte che, pertanto, erano soggette all’uso più consono al momento, al trasporto, allo scambio, all’abbellimento di una o dell’altra reggia al seguito degli interessi, delle esigenze o, semplicemente, dei desideri dei nuovi proprietari. Le vicende del trapasso dei poteri dai Medici ai Lorena e della salvaguardia del patrimonio artistico fiorentino occuparono gli ultimi anni della lunga vita della caparbia Elettrice e segnarono il coronamento di un’intera esistenza dedicata a perpetuare, con tutti i mezzi, la gloria e la memoria della propria famiglia, la quale nel novero dei committenti d’arte vantava un posto d’onore come la città stessa testimoniava. Agli albori dell’età dei Lumi, per difendere il patrimonio artistico di Firenze, impedendone la dispersione, Anna Maria Luisa decise di usare una nuova arma, l’arma del Diritto, l’unica a lei possibile. "La Serenissima Elettrice cede, da e trasferisce al presente a S.A.R. per lui e i suoi successori Gran Duchi tutti i mobili, effetti e rarità della successione del Serenissimo Gran Duca suo fratello, come Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioie ed altre cose preziose, siccome le sante reliquie, che S.A.R. si impegna a conservare, a condizione espressa che di quello che è per ornamento dello Stato, per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri, non ne sarà nulla trasportato e levato fuori dalla Capitale e dello Stato del Gran Ducato". Così recita, o meglio ordina, l’articolo terzo della Convenzione tra Francesco Stefano di Lorena ed Anna Maria Luìsa, firmata il 31 ottobre 1737 e più nota come ‘Patto di Famiglia’, con cui le collezioni d’arte raccolte dai Medici venivano cedute al nuovo Granduca ma alla condizione che rimanessero vincolate "per sempre" alla città di Firenze e allo Stato di Toscana. Il ‘Patto di Famiglia’, confermato dalla Elettrice Palatina nel suo testamento del 5 aprile 1739, entrò in vigore alla sua morte, nel 1743, e salvò, quindi, dalla certa dispersione la gran parte delle celebri e ricchissime collezioni d’arte medicee, che rendono Firenze ancora oggi unica al mondo. Se Firenze conserva uno dei patrimoni artistici più ricchi fra le città europee lo si deve pertanto alla Elettrice Palatina e alla sua limpida consapevolezza del significato, non semplicemente dinastico ma universale, del mecenatismo e del collezionismo medicei e dell’importanza di mantenere nel loro contesto d’origine le opere d’arte raccolte nel corso di secoli. Anna Maria Luisa non poteva trovare modo migliore per trasmettere intatta all’umanità la memoria della sua famiglia. Alle ricchezze di Firenze noi moderni dobbiamo aggiungere, onorando l’Elettrice, il cammeo di una figura femminile modernissima per i suoi tempi sia come donna che come legislatrice a tutela ed a salvaguardia del patrimonio storico e artistico. Il suo amore per Firenze e le arti non può che essere contraccambiato dai fiorentini e da coloro i quali, da qualsiasi parte del mondo, vengono ad ammirare la città mantenendo vivo ancora oggi il ricordo dell’ultima rappresentante della dinastia dei Medici. Nel 1743, grazie al suo patto, il 17 febbraio, giorno della sua morte, non vide la dipartita delle arti fiorentine; quel giorno fu comunque lieto per la cultura e dunque è importante che divenga un giorno di festa dedicato alla Elettrice, laicissima vestale di alti ed eterni valori, ed un giorno di riflessione sul suo messaggio antico e moderno, forte e incisivo. Ad Anna Maria Luisa va la riconoscenza di tutti, degli amanti dell’arte e di chiunque creda nella cultura attraverso cui un popoio può riconoscere sé stesso e la propria storia, come venne compreso nel 1946 quando si vide nell’Elettrice una figura aggregante in nome di tutto quello che negli anni precedenti era stato calpestato e che, invece, doveva essere, necessariamente, a fondamento di una città da ricostruire. In quell’anno venne bandito dal Comune di Firenze un concorso per un monumento in onore di Anna Maria Luisa, in seguito realizzato dal maestro Raffaello Salimbeni, il quale scolpì in marmo di Carrara l’immagine dell’Elettrice oggi collocata all’esterno della Cappella dei Principi della Basilica di San Lorenzo dove è custodito il sepolcro dell’illustre dama. L’interpretazione scultorea del Salimbeni ha donato una figura quasi evanescente, lontana dagli interessi e dai beni terreni, indomita e appagata, consapevole di avere salva-guardato l’anima della propria città. Il Comune di Firenze, attualmente, in ricordo dell’ultima grande figura di Casa Medici ha deciso di dedicare alla generosa e lungimirante dama il giorno 17 febbraio. In tale giorno ha luogo, in Palazzo Vecchio, una sua commemorazione che prelude all’omaggio a lei reso con un corteo storico, che si snoda da piazza della Signoria alla Cappella dei Principi, e con le visite guidate gratuite alla stessa Cappella e ad alcuni dei maggiori musei cittadini -eventi possibili in collaborazione con organismi pubblici e privati-, le cui opere vivono in Firenze anche grazie ad Anna Maria Luisa de’ Medici. Il 17 febbraio è quindi un giorno dedicato alla memoria, per fermarsi a riflettere sull’eredità morale di Anna Maria Luisa, che sublima, in un certo senso, l’eredità di Firenze, il suo messaggio civile e culturale al mondo.

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