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Festività
Fiorentine
(fonte Comune di Firenze) |

Le Feste e le Rievocazioni storiche costituiscono una importante
testimonianza della memoria di una comunità e Firenze
è città che ha attribuito nella sua storia
grande significato al ricordo di giornate emblematiche per
la sua identità.
Spesso le feste e le rievocazioni sono state molto sentite
per alcuni secoli, salvo poi cadere alle volte nell’oblio,
configurando quindi una vera e propria storia del modo con
cui i fiorentini hanno ricordato i giorni e gli eventi che
siglano le tappe fondamentali del divenire di una città
così importante come Firenze.
L’Amministrazione Comunale si è proposta fin
dal suo insediamento, poco più di due anni orsono,
di valorizzare feste ed eventi che nel corso della storia
hanno avuto maggiore incidenza per la città, arrivando
a ufficializzare quei dodici appuntamenti dei quali questo
validissimo studio di Luciano Artusi e di Anita Valentini
sintetizza le motivazioni e i significati salienti. La scelta
dei dodici appuntamenti che ricalcano la volontà
di riferirsi ogni mese ad un ‘occasione di celebrazione
ufficiale potrà a qualcuno apparire opinabile perché
rimangono escluse feste e rievocazioni che pure nella storia
della città di Firenze hanno avuto profondo significato
e radici, ma già aver stimolato il ricordo di dodici
ricorrenze annuali, con l’impegno dell’Amministrazione
a solenniz2are ognuna con l’uscita del Corteo Storico
e con altre specifiche ritualità che si adattano
all’occasione, è chiara espressione di una
rinnovata attenzione verso la storia fiorentina che in futuro
può aprirsi al ripristino di ulteriori ricorrenze.
Firenze è del resto una città oggi viva culturalmente
e sul piano dell ‘attrazione turistica, ricca di eventi
durante tutte le stagioni dell’anno ma sovente viene
rimproverato l’uso delle piazze e strade cittadine
per attività di richiamo ed aggregazione. I detrattori
dovrebbero ben sapere che in realtà la Firenze del
Rinascimento è stata fra le città in cui maggiormente
avevano luogo nelle piazze e nelle strade le festività
religiose, così come venivano organizzati eventi
ludici di competizione costituiti da giochi, tornei, attività
sportive ante litteram quali il calcio fiorentino.
Percorrendo Palazzo Vecchio, illustrato dagli affreschi
cinquecenteschi del Vasari e dei suoi collaboratori che
fanno riferimento alle scene di vita quotidiana nella città,
si ha netta la sensazione di una Firenze gioiosa nella quale
i cortei presentavano vere e proprie opere d’arte
con i modelli di cartapesta che venivano trainati da carri;
una città che aveva già scoperto i fuochi
d’artificio e presentava tornei o competizioni cavalleresche
oggi scomparse ma facilmente immaginabili perché
ancora in essere in alcune città toscane di antica
tradizione (è il caso della Giostra del Saracino
oggi rievocata ogni anno ad Arezzo, ma un tempo giocata
anche a Firenze davanti al Palazzo Medici in via Larga come
si ricava dall ‘affresco nella Sala di Gualdrada,
della Corsa dei cavalli berberi, molto simile al Palio senese
che si svolgeva per le vie del centro fiorentino partendo
da Porta al Prato, così come del Palio dei Cocchi
che con carri costruiti sul modello delle antiche bighe
romane si correva ogni anno in piazza Santa Maria Novella
fino a metà del Settecento, con i Granduchi che osservavano
dal Loggiato delle Leopoldine).
Naturalmente la festa di San Giovanni costituisce da sempre
la ricorrenza più importante della città visto
che il Santo Patrono ha costituito per Firenze un riferimento
sul piano religioso, civile e anche economico considerando
che l’effige che i Fiorentini scelsero nel Duecento
per quella preziosa moneta conosciuta per tutta Europa quale
è stata il Fiorino fu proprio l’immagine del
Santo.
Nel corso del tempo sono cambiate le caratteristiche della
festa del Patrono e gli eventi che animano il suo giorno
comunque concluso sempre tradizionalmente dai fuochi d’artificio.
Le festività e le ricorrenze prescelte sono in alcuni
casi antichissime, come lo Scoppio del Carro nel giorno
di Pasqua di cui quest’anno si è festeggiato
il novecentesimo anniversario, o invece molto recenti come
il ricordo di Anna Maria Luisa, ultimo personaggio della
famiglia Medici alla quale si deve quel Patto di Famiglia
che consentì la donazione dell’immenso patrimonio
mediceo alla città e quindi al pubblico godimento.
Le ricorrenze riproposte sono riferite a periodi storici
diversi che vanno dall’epoca romana, quale la Festa
di Santa Reparata l’8 di ottobre a ricordo della vittoriosa
resistenza sui Goti di Radagaiso nel 406 d.C. o la festa
di San Lorenzo il 10 di agosto a memoria della omonima basilica
consacrata a Firenze nel 393 da Sant’Ambrogio, al
periodo medioevale, quale il ricordo della figura del Marchese
Ugo di Toscana, che rilanciò Firenze nel territorio
dell’antica marca di Tuscia, nel giorno della sua
morte avvenuta il 21 dicembre 1001.
Si tratta di feste riferite a simboli di grande valenza
per Firenze associati ad eventi ludici come il Torneo di
Sbandieratori "il Marzocco" che si organizza solitamente
la prima domenica di maggio come occasioni che rievocano
il miillenario ricordo di momenti fondamentali per la cristianità
quale la Cavalcata dei Magi nel giorno dell’Epifania.
Si ricordano date importantissime per il modo di vivere
dei fiorentini quali il Capodanno festeggiato in città
il 25 marzo di ogni anno fino alla disposizione granducale
del 1749, ricordata ancora dalla lapide nella Loggia dei
Lanzi, come la memoria dell’abolizione della pena
di morte decretata in Toscana da Pietro Leopoldo il 30 novembre
del 1786.
Si enfatizzano i ruoli avuti nella storia della città
da categorie economiche quali le Arti Maggiori e Minori
con la rievocazione di Sant’Anna in Orsanmichele il
26 di luglio come si celebrano momenti profondamente avvertiti
nella coscienza popolare con la processione di Rificolone
per le vie della città il 7 di settembre.
Insomma si è inteso riportare alla memoria di tutti
una Firenze consapevole della propria identità e
orgogliosa di momenti che hanno caratterizzato positivamente
la sua storia e l’auspicio è che questo volume
contribuisca ad avvicinare di più i cittadini di
Firenze alla conoscenza delle proprie radici e delle proprie
peculiarità culturali.
L’augurio quindi è che i momenti di festa
si sposino con sempre maggiore partecipazione di fiorentini
e di turisti uniti dall’autentico amore per Firenze.
L'Assessore
Eugenio Giani
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